• Think About


      le ultime dal blog

La data di scadenza: istruzioni per l’uso

 Chi non si è mai fatto la domanda: “è passata la data di scadenza; posso comunque mangiarlo? Si? No?”

E nel dubbio buttiamo lo yogurt o la vaschetta di carne.

E cosi oltre a buttare del cibo, gettiamo via anche tutte le risorse necessarie per produrlo. Tutto questo spreco rappresenta circa l’8% della spesa alimentare in Italia.  Ma veramente quel prodotto alimentare non poteva essere mangiato?

Esistono due tipi di scadenza: “da consumarsi entro il…” e “da consumarsi preferibilmente entro il…”. Ma in cosa si differenziano?

Cominciamo dalla più importante: “da consumarsi entro il…” seguita dal giorno e mese entro il quale il prodotto deve essere consumato. Di solito questa dicitura si ritrova sulle etichette dei prodotti freschi come latte, salumi, yogurt, etc.
La data così riportata è la vera e propria data di scadenza. Oltre questa data il negoziante ha l’obbligo di ritirare il prodotto dalla vendita. Consumare questi tipi di prodotto rigorosamente entro la data di scadenza è una buona norma, ma il buon senso permette di essere un po’ flessibili. Alcuni prodotti, come per esempio gli yogurt, possono essere consumati anche qualche giorno dopo la data di scadenza senza alcun rischio da parte del consumatore. In questi casi è importante dare fiducia ai nostri sensi, e quindi annusare e assaggiare i prodotti che hanno superato la data di scadenza prima di consumarli.

Bisogna infatti sapere che dopo la data di scadenza esiste un rischio batteriologico, anche se lieve e dipendente da prodotti a prodotti. Per tutelarsi da questo rischio è importante rispettare la catena del freddo, quindi assicurarsi di non esporre questa tipologia di prodotti a sbalzi termici e controllando periodicamente il corretto funzionamento del nostro frigo.

Nel caso in cui l’etichetta riporti “da consumarsi preferibilmente entro il…”, la data indica il termine minimo di conservazione.
Questa data rappresenta il termine temporale oltre il quale il prodotto rischia di aver perso le sue proprietà organolettiche. Significa che il prodotto potrebbe avere un aspetto estetico alterato, e potrebbe aver perso il suo gusto e/o le sue proprietà nutrizionali.
Consumare oltre la data di scadenza i prodotti che riportano la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il…” non rappresenta alcun pericolo per la salute del consumatore. Dopo la scadenza questi prodotti risultano quindi alterati, ma non pericolosi, per esempio: un succo di frutta può perdere il suo sapore, l‘olio d’oliva può risultare senza gusto, i biscotti possono diventare possi.

Infine, alcuni alimenti, per legge, non riportano data di scadenza. Si tratta dell’ortofrutta, della carne fresca e/o tritata, del pesce fresco, dei vini e delle bevande alcoliche, del sale, dello zucchero, dell’aceto o del pane per esempio.

Quindi per riassumere: “da consumarsi entro il…” riguarda la sicurezza del consumatore ed è meglio controllare il prodotto prima di consumarlo; “da consumarsi preferibilmente entro il…” è più legato ad un discorso di qualità gustativa.
In ogni caso è importante rispettare la catena del freddo e mettere gli alimenti al posto giusto nel frigo.

Di questo argomento ne parleremo prossimamente. Seguici per rimanere aggiornato sulle corrette pratiche di consumo contro lo spreco alimentare.

 

 

 

Alimenti con termine minimo di conservazione (**)Sulla confezione compare la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro…”
Prodotto


Durata


Consumo consigliato se i prodotti sono conservati in modo corretto lungo la filiera Perdita di caratteristiche organolettiche se il consumo avviene nelle settimane successive

Rischio microbiologico se consumate dopo la scadenza
Succhi di frutta 6-12 anno perde sapore, non superare 6 mesi elevato irrilevante
Caffè macinato 12 – 24 mesi perde aroma e sapore max 1 anno elevato irrilevante
Olio extra-vergine 12-18 mesi perde aroma e sapore max 1 anno rilevato irrilevante
Conserve sottaceto
e salsa pomodoro
2-3 anni

nessun problema 1-2 mesi dopo

irrilevante

irrilevante

Tonno sott’olio 3-4 anni nessun problema 1-2 mesi dopo irrilevante irrilevante
Carciofini, funghi… sott’olio 18-24 mesi

rispettare scadenza

   
Biscotti, cracker 6-8 mesi nessun problema 1 mese dopo poco rilevante irrilevante
Panettone, pandoro
e colomba
4-5 mesi

nessun problema 1-2 settimane dopo

poco rilevante

irrilevante

Pasta, riso 24-30 mesi nessun problema 1-2 mesi dopo irrilevante irrilevante
Pesce surgelato

12 -18 mesi

nessun problema anche 1-2 mesi dopo ma non va mangiato crudo poco rilevante

irrilevante se consumati cotti

(**) Indicazioni valide per prodotti confezionati non aperti e conservati correttamente in ambiente asciutto e non esposti al sole